💡 Riflessioni

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Al librin dal maestar cuntadin

Quest’anno mio padre avrebbe compiuto 102 anni.
E’ stato un maestro delle scuole elementari, Sindaco per 11 anni del paesino in cui abitavamo (11 anni e non 10 in quanto una legislatura, non ricordo il perché fu di 6 anni). Fu un amministratore modello: costruì le case popolari e durante l’assegnazione si oppose fortemente alle raccomandazioni, asfaltò praticamente tutte le strade del paese, ampliò il cimitero comunale, realizzò il campo sportivo, si scontrò duramente con l’ENEL per far arrivare l’energia elettrica in tutte le frazioni, costruì la nuova sede del comune e molte altre cose che non ricordo, ero molto giovane. Nel fare tutte queste opere si inimicò il medico condotto, il parroco, il segretario comunale e molte delle persone più influenti (benestanti) del paese.

In pensione, dal 1980 scrisse diversi libri in dialetto sugli usi, detti e costumi dei nostri antenati commentandone a modo suo il significato, tutti scritti a mano in corsivo. Il suo primo libro si intitolava “Al librin dal maestar cuntadin”, immagino sia comprensibile e non necessiti della traduzione in italiano.

In paese aveva insegnato a talmente tante generazioni che praticamente tutti, per rivolgersi a lui lo chiamavano “maestar”, maestro in dialetto mantovano. Faccio questa introduzione per far capire la sua personalità e la sua figura pubblica nel paese. Nell’ ultima pagina dell’ultimo libro esprime il suo pensiero sul progresso, come sperasse che il progresso avrebbe portato a vivere in un mondo felice, senza più guerre, senza più odio, senza più malattie, senza più disuguaglianze, senza più miseria… Vorrei tanto ascoltare oggi un suo commento sulla situazione attuale. Conoscendolo sono certo che affermerebbe: “ E’ innegabile e palese che non è un bel periodo per l’umanità, io sono stato in guerra ed in prigionia ho sofferto la fame, il freddo, avevo quotidianamente il timore di morire ma lascia che ti dica che anche se ci aspettano momenti ancora più difficili di quanto non sia adesso non bisogna mai perdere la speranza in un mondo migliore e questa speranza deve essere il carburante per continuare a lottare Il genere umano, assieme a grandi difetti ha anche grandi qualità che a volte purtroppo vengono oscurate da istinti e pulsioni primordiali che riemergono dal nostro passato di uomini preistorici. L’uomo spesso quando vede l’abisso riprende coscienza delle sue qualità ed a volte sa superarlo. Non chiedermi quanto tempo ci vorrà, ma stai certo che avverrà. Se si uccide la speranza si uccide in parte anche la capacità di reagire. Non fermarti mai e non farti distrarre, difendi le tue idee perché altri come te sono alla ricerca di amici di cordata, non farti incantare e coltiva, mantieni vivo il tuo spirito critico, fosse l’unica cosa che ti rimane perché vale più di ogni altra cosa.”

🤵  Alessio Andreoli – 01.02.2023

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Una risposta a 💡 Riflessioni

  1. Alessio_Andreoli scrive:

    Quanto sto leggendo in questi giorni mi inquieta parecchio. L’argomento è l’intelligenza artificiale detta AI o IA ed il cosiddetto metaverso, in particolare lo sviluppo in rapida evoluzione di ChatGPT un modello di linguaggio di grandi dimensioni sviluppato da OpenAI integrato nel mondo del metaverso. Tra i vari progetti nel mondo del metaverso una delle numerose società che ci lavorano ha quello denominato “Live Forever” ossia vivere per sempre. Praticamente, attraverso ChatGPT viene memorizzato dalla AI il modo in cui una persona parla, si muove, pensa, ragiona, canta insomma tutto quanto caratterizza un individuo. Il tutto viene integrato in un avatar nel metaverso, nel mondo virtuale.
    Praticamente questo avatar, col tempo attraverso ChatGTP mano a mano che impara, diventerà una copia molto fedele di noi stessi e potrà, dopo la nostra morte continuare ad interagire con il mondo esterno attraverso la realtà virtuale. Se poi l’avatar verrà realizzato somigliante o addirittura uguale a noi il gioco è fatto, la virtuale vita eterna è realizzata.
    Tutto questo non è ancora disponibile ma manca davvero poco, o almeno questo è quanto dichiara Artur Sychov di Somnium Space e francamente non ci sono evidenze per non credergli, al contrario ci sono evidenze che il tutto è perfettamente fattibile.
    Lo scopo del progetto è nobile (come tanti altri …), per chi ne sente la necessità (al di là del costo di cui non si parla) potrà comunicare, anche dopo la morte, con i suoi cari ed avere l’illusione (perché di illusione si tratta) di perlomeno ridurre il trauma del distacco e forse elaborare meglio il lutto.
    Se da una parte ci sono aspetti sicuramente interessanti, come poter interagire con i grandi odierni personaggi che hanno fatto la storia nella cultura, nella scienza, nell’arte per contro diventeranno eterni anche i personaggi più loschi, più truffaldini, stragisti, figuri oscuri e biechi contro cui la società ha dovuto combattere o subirne le angherie. Non entro nel merito ma ne abbiamo parecchi anche qua da noi in Italia, personaggi con grande disponibilità economica le cui caratteristiche sono la prepotenza, l’arroganza, che pensano di essere onnipotenti e che tutto gli sia dovuto. Personaggi che godono nel calpestare i diritti altrui, senza scrupolo alcuno. Ebbene anche queste figure, probabilmente molto più di altri proprio per la loro disponibilità economica, popoleranno il mondo virtuale. Possiamo solo sperare che gli ingegneri informatici ci mettano a disposizione diversi livelli/dimensioni in cui scorrazzare con i nostri visori, sperare che almeno uno di questi livelli replicherà un mondo popolato da avatar gentili ed educati, pazienti e disponibili ad insegnarci le cose che non conosciamo, “amici” con cui giocare a carte o a scacchi. Io ci spero anche se quanto sto leggendo sull’interazione fra metaverso e l’AI mi inquieta molto più di quanto possa entusiasmarmi.

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