📖 Neolingua italica

 

Anglismi e lingua italiana
Cronaca ed osservatorio di un metalinguaggio annunciatoDa diversi anni nel nostro Paese si va affermando un nuovo linguaggio, ricco anche di termini in Itanglese, espressione della cultura dominante che si nutre di tendenze e di termini ricercati la cui comprensione non è alla portata di tutti. I personaggi della politica, del giornalismo e dello spettacolo nostrano sono i promotori attraverso i media di questo nuovo modo di esprimersi e di comunicare.
Anziché ispirarsi alla Scuola siciliana, alla Scuola toscana, a Dante, Manzoni, De Santis, Croce, D’Annnunzio, Capuana, Verga, Pirandello, Gramsci, Silone, Deledda, Fo … introducono / inventano parole e modi di dire, usati impropriamente, spesso acquisiti da lingue estere in particolare anglofone. Lo scopo è quello di nascondere all’opinione pubblica, composta in gran parte da Analfabeti funzionali, il vero significato del termine in modo che si possano realizzare in incognito misfatti per raggiungere obiettivi a favore delle classi dominanti predatorie? E questo avviene anche tra i membri del Governo e del Parlamento che esercitano la funzione legislativa ed amministrativa nell’ambito dello Stato. La neolingua è in perfetta sintonia col Pensiero unico e col politicamente corretto.
📌 L’Itanglese (anche Itanglish) è una non-lingua né italiana né inglese e si riferisce al gergo utilizzato in certi contesti in cui si ricorre in modo arbitrario a termini e locuzioni inglesi.
Si sta diffondendo soprattutto fra i giovani e sta inquinando e progressivamente sostituendo l’Italiano con riduzione della capacità di espressione. Predispone al pensiero unico e prevede l’uso di termini assunti dagli USA, di cui siamo fedele colonia.
I neologismi sono migliaia mentre andrebbero utilizzati solo quando non esiste un corrispondente in lingua italiana, per es. marketing, smog … o in settori dell’ambito tecnologico come l’informatica che si è sviluppata in America: internet, browser, download, mail, backup, byte, bug, cookie, web, flash, menu, blog
Si sfocia nel ridicolo quando gli anglicismi vengono comunemente usati dalle Istituzioni come jobs act (legge sul lavoro), spending review (taglio della spesa pubblica), Whistleblower (allertatore civico), lockdown (confinamento), hot spot (centro di identificazione)
Se all’Itanglese aggiungiamo la simbologia diffusa dai Social media: faccine, acronimi, sigle … la capacità di espressione e di comunicazione viene limitata enormemente ed è sempre meno efficace.

La lingua italiana è un patrimonio culturale e va difesa non distrutta con l’Itanglese. Il linguaggio anglosassone è riduttivo, forse più semplice, doveroso saper parlare e scrivere in Inglese, lingua ufficiale del pianeta occidentalizzato. L’italiano però ha un fascino complesso, quello di trovare la giusta collocazione per ogni termine, come se ci fossero sfumature importanti per comprenderne il senso. Faccio degli esempi:  Ignavia ed Accidia, Fato e Destino, quale lingua ha queste raffinatezze? L’abuso dell’inglese non è l’unico virus che sta affossando la nostra lingua. Si sta affermando anche la “lingua inclusiva” pseudosessista: un insieme di termini astrusi e simbologie varie per evitare presunte discriminazioni con la giustificazione che la lingua italiana è patriarcale. Veniamo da una cultura patriarcale, non si può negare, dura da infrangere.
Abbiamo fatto passi avanti notevoli, anche se faticosi, se pensiamo alla riforma del Diritto di di Famiglia (codice di famiglia ) 1975 o alla la legge 442 del 1981 che abrogava il delitto d’onore ed è nel nel 1986 la prima volta che una donna entra a far parte del Consiglio Superiore della Magistratura, in Italia la violenza sessuale è stata inclusa tra i reati contro la persona nel 1996.
Per es. il termine “tutti” è maschile e secondo questa teoria discriminerebbe le donne. Un idiozia, TUTTI, vuol dite Tutto il genere umano, vuol dire persone, oltre genere ed età anagrafica.
Per quanto riguarda la simbologia sta entrando nell’uso comune l’uso dell’asterisco [*] per evitare il maschile plurale; [ə] è lo scwha, un grafema, un simbolo che non esiste in italiano, ma utilizzato senza criterio. E adesso siamo alle desinenze in [u] che introduce il neutro nell’italiano.
L’Accademia della crusca fa di tutto per contrastare questa tendenza con nessun esito. Tra i richiami dell’Accademia della Crusca verso le istituzioni l’uso di molti termini in inglese presenti nel “Piano Scuola 4.0”. Anche Palazzo Chigi è stato criticato per la circolare su scuola e Covid a casua delle presenza di molte parole inglesi, scritta anche in un “linguaggio oscuro”.

Lingua italiana così evolve sui social network
Sui social è in atto una regressione culturale indiscriminata. Ecco alcune parole in cui esiste la versione italiana ma si preferisce utilizzare il corrispondente inglese, talvolta con la giustificazione che il termine introdotto è più corto e sintetico: Remastered (riedizione); giocatori (gamer); scarpe da ginnastica (sneakers); orologio subacqueo (sport watch); diodi luminosi (led); macchina da scrivere (typewriter) …

Sul social professionale Linkedin troviamo: Head Market Analysis and Sustainability Specialist at Banca… & C. / Events & Incentives Director / Managing Director & Senior CyberSecurity Advisor / Smwautoblok group senior sales and technical area manager / Key account sales manager presso Uniservice Srl / Previously executive Director Vefa Business Centre Bishkek / Head of HR/Team Lead People Partner / Thinꓘer & Lateral Thinking, CriticalThinKing / Senior Business Developer …
Nella moda spiccano fashion, outfit, trend, must, mood, look, oversize …
E per finire endorsement (sostegno, approvazione); gap (divario) rendono in certi ambienti più chic il discorso.

Politica e istituzioni
L’itanglese è ormai la lingua della politica, delle istituzioni, della stampa, della Tv privata e di stato.
La Rai – adeguatasi al linguaggio di Mediaseetè – tra i maggiori responsabili di questo fenomeno con testate denominate Rai Movie, Rai News, Ray Play… e trasmissioni come italia’s got talent.
Non sappiamo se c’è un progetto studiato e applicato scientificamente, cosa certa è che la classe dirigente diligentemente lo impiega ammazzando l’italiano.
La politica e le istituzioni che dovrebbero tutelare la nostra lingua si sono allineati al neolinguaggio ed anche negli atti legislativi e burocratici amministrativi utilizzano l’Itanglese, con l’uso di termini in documenti ufficiali come jobs act, caregiver, cashback, lockdown, green pass, dosi booster

Nell’anno delle celebrazioni dantesche, il Miur (Ministero dell’Università e della Ricerca) ha emanato un decreto (dl 73-2021) con cui viene istituito il nuovo Fondo Italiano per la Scienza (FIS) che prevede che i progetti siano presentati in lingua inglese, altrimenti saranno considerati “irricevibili” e dunque esclusi. E in inglese dovranno tenersi anche gli eventuali colloqui orali legati alle discussioni o alle interviste in merito.
La riforma Madia aveva già reso l’inglese lingua obbligatoria per partecipare ai bandi della pubblica amministrazione e gli atenei fanno la loro parte come il Politecnico di Milano che da anni si adopera per fornire l’insegnamento nel solo inglese.
Anche il Governo dà il suo notevole contributo, per es. l’ex Ministro Franceschini ha denominato ITsART una piattaforma informatica per celebrare e diffondere la conoscenza del patrimonio culturale italiano.

L’ex Ministro Di Maio ha introdotto la figura del navigator (tutore) nella legge sul Reddito di Cittadinanza. Lo stesso, agli Stati generali della lingua italiana e della creatività, ha presentato il progetto “BeIT”, per descrivere i valori dell’italianità, una campagna di comunicazione a sostegno del Made in Italy per rinnovare l’immagine dell’Italia all’estero.

Anche Poste italiane contribuisce con le seguenti denominazioni: Delivery standard (pacco ordinario), Delivery Express (pacco celere) e quindi Delivery Globe, Delivery Europe, Delivery international Express, Delivery web … Risponde all’appello anche la compagnia di bandiera, da sempre Alitalia col “restyling” in ITA Airways mentre conservano il loro nome tradizionale“Air France”; Lufthansa; Iberia Líneas Aéreas de España.

Pandemia
La pandemia ha accelerato, e non poco, la distruzione della lingua italiana. I centri dove ci si vaccina sono chiamati hub; i focolai sono cluster ed ancora lockdown, smart working, droplet, spike protein, spillover, drive trough, contact tracing, recovery plan o fund… Certificazione verde diventa green pass, e di conseguenza super green pass, test, boom, hub e task force, booster …
Davanti all’Itanglese il cittadino si adegua e chiama “booster” il “richiamo vaccinale”.

Cuoco o Chef?
Nei tempi andati si usava il francesismo “chef” al posto di “cuoco” per moda e snobismo, ma nel nuovo millennio il termine si è trasformato in MasterChef dove il termine “cuoco” evoca una professione di serie B, uno chef delle trattorie e delle bettole che nei ristoranti stellati o di lusso si trasforma in chef.

Altro
Non mancano numerosi termini con le desinenze in –ing e –er: surf/surfing/surfer; blogger, rapper; work/working/worker; shop/shopping/shopper; e anglicismi con premessa no: no global, no vax, no covid, no hospital …
Crescono le enunciazioni mistilingue: off course, one moment, number one, why not?, very good, oh my God!, last but not least, the best, real time, too much; remember, don’t worry¸ stop, relax, save the date, fuck you!

Francia e Spagna
In Francia ed in Spagna esiste una politica linguista che si oppone all’introduzione indiscriminata di nuovi termini anglofoni. In Francia l’Académie française ha istituito una commissione per regolamentare la comunicazione istituzionale francese con lo scopo di contrastare gli Anglicismi. In Italia l’Accademia della Crusca abbaia ma alla luna!
Al posto di Whistleblower sono utilizzati i termini corrispondenti delle lingue nazionali: in francese “lanceur d’alerte” e in spagnolo “alertador”. Lo stesso avviene col termine lockdown (confinamento) che in francese viene tradotto “confinement” e in spagnolo confinamiento”. Non ci si rivolge a una baby sitter ma al niñeraggio.
A pensar male sembra che l’inglese in Italia possa far passare provvedimenti legislativi senza suscitare troppo scalpore.

George Orwell
George Orwell descrisse  la neolingua artificiale artistica nel libro 1984. Obiettivo della neolingua è fornire uno strumento espressivo per sostituire la visione del mondo tradizionale allo scopo di uniformare il pensiero omologandolo. Una volta radicata la neolingua nella popolazione e offuscata la lingua tradizionale, il pensiero non conforme si sarebbe adeguato alla nuova realtà rendendo impossibile il pensiero critico.
Introdotto e accettato il nuovo linguaggio si condivide l’ideologia dominante che si manifesta col Socing (in inglese Ingsoc), “socialismo Inglese”, ideologia dominante di uno stato immaginario, l’Oceania, uno dei tre paesi in cui è diviso il mondo secondo il romanzo di Orwell 1984, accettando la nuova visione del mondo in cui si ritiene che: la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza (war is peace, freedom is slavery, ignorance is strength).

Conclusioni
L’itanglese è una realtà, una precisa scelta comunicativa della stampa, della TV, della politica, della scienza … viene utilizzato soprattutto nel lavoro, dove le mansioni e le funzioni sono espresse con terminologia inglese, spesso incomprensibile. E’ la lingua di Internet, dell’informatica, dei tecnici, della pubblicità, delle insegne dei negozi …
Anche gli imprenditori e gli uomini di cultura si sono adeguati ritendendo di appartenere ad un mondo più elevato.
🤰  15.01.2023 – Con la collaborazione di Elisabetta Romanelli 

🟢  Altri esempi di anglicismi

Auditing – Audizione, esame / Authority – Autorità / Baby sitting – Assistenza dei bambini, cura dei figli / Backstage – Retroscena / Boomer – Persona nata negli anni di forte incremento demografico nel dopoguerra / Brainstorming – Tempesta di cervelli / Caregiver –  Accuditore, badante, assistente / Check list – controllo della lista / Dog sitter – Tata per cani / Counselor – Consulente che migliora la qualità della vita / Endorsement –  Sostegno, appoggio / Foodie – Persona interessata al cibo / Hater – Odiatore presente in rete / Influencer – Personaggio noto presente in rete capace di influenzare l’opinione pubblica / Jobs act – Riforma del diritto del lavoro / Items – Articoli / Mentoring – Sviluppo della personalità di un individuo / Live – Dal vivo, in ambito musicale / Metaverso – Ambienti virtuali tridimensionali che consentono interazione fra le persone attraverso “alter ego” / Mobbing – Comportamento persecutorio nei confronti di una persona in ambiente lavorativo / Panel – Commissione, comitato / Performance – Realizzare con risultato in una competizione / Pet food – Alimenti per piccoli animali / Rider – Fattorino che consegna pasti a domicilio in  su veicoli a due ruote/ Selfie – Autoscatto in fotografia / Sentiment – Stato d’animo, convinzione, emozione / Slide – Diapositiva / Slide – Diapositiva / Smart – Intelligente, furbo / Smart working – lavoro agile ovvero lavoro da remoto / Sold out – Tutto esaurito / Standing ovation – Ovazione, tutti in piedi

Perché utilizzzare alcuni anglicismi di uso comune che hanno i corrispondenti termini in italiano, più significativi? Come workshop (seminario), abstract (riassunto), fashion (moda), cash (contanti), food (cibo), gossip (pettegolezzo), look (aspetto), make up (trucco), brand (marchio), cash (contante), cover (copertina), fashion (moda), meeting (riunione/assemblea), staff (personale), store (negozio), ticket (biglietto), competitor (concorrente), brand (marchio), coach (allenatore), assistant (assistente), founder (fondatore), fake (falso),  location (luogo), mood (tendenza, atmosfera), mission (missione), meeting (riunione), team (squadra), community (gruppo) …

  Riferimenti

📖  Antonio Zoppetti, Alternative Agli Anglicismi, dizionario
Fornisce alternative in uso e possibile a oltre 3700 anglicismi circolanti in italiano.

📖  Accademia della Crusca, Perché è utile tradurre gli anglismi, 16.05.2021

📖  S. Ghidini Ottonelli, Il peso delle parole: analisi sull’uso del lessico nella comunicazione politica italiana, Tesi di laurea, LUISS, 2019

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