Cancel culture

O tempora, o mores / Che tempi! Che costumi!

  1947 art. 21 Costituzione italiana

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.»

 

1787Costituzione degli Stati Uniti d’America, I emendamento.
«Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o della stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.»

Cancel culture (Cultura della cancellazione o del boicottaggio).Indica un complesso fenomeno recente, favorito dai social media, che si manifesta nell’attacco e nella denigrazione di un personaggio pubblico con l’obiettivo di danneggiarne la reputazione e silenziarlo. Questa riprovevole azione deriva dall’aver espresso opinioni o aver commesso azioni non conformi al pensiero dominante, “politicamente corretto”. Lede la libertà di espressione.
I destinatori della punizione possono essere professori che ragionano secondo un codice non “binario”; giornalisti che descrivono la realtà in modo critico; intellettuali non conformisti; studiosi che esprimono concetti non graditi agli imbonitori di sistema …
La “cancel culture” viene attuata in vari modi: con la richiesta di non pubblicare o ritirare dal commercio un libro; non produrre un film; escludere un pensatore da un dibattito televisivo o ridicolizzarlo; togliere incarichi ad un professore universitario; demansionare/silenziare un giornalista televisivo; isolare in un talk show un politico non gradito scegliendo in contradditorio diversi ospiti interlocutori di sistema …
La “cancel culture” inizialmente si occupava dei linguaggi da adottare, delle parole da usare nel lessico comune e dei comportamenti sociali allo scopo di evitare la suscettibilità di singole persone o di talune minoranze. Quindi nonostante la contrarietà alla censura essa viene praticata largamente. Qualcuno ha asserito che ● La cancel culture è l’equivalente digitale della folla medievale che cercava in modo pretestuoso persone da mandare al rogo.
Nel 2020 numerosi intellettuali fra cui Noam Chomsky, J.K. Rowling, Salman Rushdie, Margaret Atwood, Francis Fukuyama … pubblicarono una lettera aperta “A Letter On Justice And Open Debate” contro la cancel culture in quanto generatore di conformismo ideologico e censura di parte.

Damnatio memoriae
E’ un metodo che mira a eliminare sui mass media (libri, giornali, Internet …) i riferimenti alla persona “incriminata” dalla “cancel culture” secondo la filosofia del “politically correct”, moderno revisionismo fondamentalista ovvero censura preventiva. Applicando criteri etici di oggi, promuove per estensione operazioni finalizzate alla cancellazione della memoria del passato, caratterizzato da ideali e valori diversi da quelli attuali, come la cultura patriarcale e per estensione la memoria storica dell’Umanità che ci ha reso quello che siamo oggi …
Da fenomeno positivo, quindi, in cui le minoranze possono reagire alle discriminazioni come quelle razziali, contrastando la narrazione in modo democratico, si sono avute degenerazioni, soprattutto negli USA dove si promuove la cancellazione in talune università e scuole dei riferimenti all’antichità classica; si pretende la rimozione di statue di eminenti personaggi o monumenti di rilevanza storica non conformi all’ideologia predominante; si cancellano nomi di scuole e strade dedicate a personaggi che hanno lasciato il segno; si censurano “democraticamente” i libri secondo la filosofia di “Farenheit 451” sino ad arrivare alla polemica suscitata dal bacio dato nella favola (fratelli Grimm / Giambattista Basile “lo cunto de li cunti”) dal Principe a Biancaneve (ritenuta morta) perché, anche se magico, non era consensuale.

Totem da abbattere ovvero censure democratiche: esempi
Nel Massachusetts una scuola ha eliminato dal programma di studio l’Iliade e l’Odissea di Omero perché opere “Razziste e non inclusive” quindi non conformi ai dogmi del progressismo liberale.
L’Università di Oxford, dopo 900 anni cancella dai suoi programmi di studi classici taluni autori, in particolare Omero (Iliade e Odissea) e Virgilio (Eneide) ritenuti esempi di “mascolinità tossica”, per facilitare la “diversity” e colmare il divario tra studenti di diversa provenienza”.
L’Università di Stanford nel 1987 pensò di escludere dai programmi Dante, Omero, Platone, Aristotele, Shakespeare e gli altri grandi della cultura occidentale perché quei classici erano “razzisti, sessisti, reazionari”, non al passo con i tempi.
Alla Columbia University alla lettura delle Metamorfosi fu annesso una avvertenza che segnalava il testo di Ovidio “contenente materiale offensivo e violento che marginalizza le identità degli studenti nella classe”.
A San Francisco con ridicole motivazioni sono state rimosse dalle scuole della città i nomi di George Washington e Abramo Lincoln.
La furia iconoclasta della “cancel culture” si è rivolta anche contro Cristoforo Colombo, considerato non più un grande navigatore che ha scoperto l’America, ma come “sterminatore di indiani” genocida e creatore del capitalismo sfruttatore nel Nuovo Mondo. Anche il Columbus day è stato contestato. Sono state rimosse o vandalizzate le statue oltre che di Colombo di Winston Churchill, Thomas Jefferson.
Un fatto curioso è avvenuto al Congresso USA dove durante una preghiera un deputato ha cambiato la parola “Amen” in “Amen and Awoman” per rispettare la neutralità di genere.

Verso l’eliminazione della lettera z dall’alfabeto latino? 
In seguito alla guerra Russo-Ucraina, per questioni di mercato, talune aziende, la Zurich Insurance in primis, stanno eliminando la Z dai loro loghi per non essere associati alla Russia di Putin. Inizialmente la Z era apparsa sui carri armati russi per indicare “Za pobedu” che sta “per la vittoria”.
Significativa, anche, la vicenda del Senatore Vito Rosario Petrocelli, un politico italiano, eletto nella lista 5 Stelle, Presidente della Commissione Affari Esteri. Nel marzo 2022 si è detto contrario all’invio di armi a Kiev e ad aumentare la spesa militare italiana al 2% del PIL. Per questa posizione da più parti è stata richiesta le dimissioni dall’incarico parlamentare.
Inoltre, il 25 aprile 2022 vine espulso dal partito per aver pubblicato un tweet contenente la Z russa in maiuscolo che richiama l’espressione russa “Za pobedu”.
Altri pensano di limitare l’uso della lettera “P” che richiama il nome Putin.
Trattasi di iniziative demenziali e di progressiva limitazione della libertà di espressione sotto forma di autocensura e di conformismo che fa retrocedere la civiltà di alcuni secoli.

Movimento #Me Too
E’ un movimento femminista nato nel 2017 (contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein accusato di molestie) come hashtag sui social media con lo scopo di denunciare e contrastare la violenza sulle donne, in particolare sul posto di lavoro. L’hashtag fu condiviso da milioni di donne in tutto il mondo tanto da generare un vero e proprio movimento di liberazione e sensibilizzazione sul problema. In seguito diversi uomini sono stati indagati, anche dopo decenni dall’aver commesso le presunte molestie, e condannati.
Il movimento #Me Too cercò anche di impedire di dedicare al Nobel Pablo Neruda l’aeroporto di Santiago del Cile perché in un suo libro aveva descritto una scena di sesso avuta con una cameriera di Ceylon, quindi stupratore reo confesso. Ma ci fu opposizione perché “un grande artista non può essere giudicato per le sue azioni, ma per le sue opere”.
Anche il maestro Riccardo Muti in una intervista al Corriere della sera ha dichiarato di non condividere il movimento #Me Too e lacancel culture”. Secondo Muti il poeta librettista Lorenzo Da Ponte e Mozart finirebbero in galera mentre Bach, Beethoven e Schubert considerati autori di “musica colonialista”. Muti ha contestato anche le quote “arcobaleno” nelle manifestazioni musicali perché le scelte vanno fatte per meritocrazia e non per quote di genere.

Libertà di espressione su Internet
Per restituire la libertà di pensiero e di espressione nel sistema Internet dall’attacco sistematico del “mainstream” e della “cancel culture” talune note personalità si stanno adoperando per fornire gli strumenti adatti allo scopo. Viene proposta un’autentica rivoluzione, un Internet decentralizzato e senza filtri com’era agli inizi prima che alcune aziende tecnologiche lo dominassero completamente.
Agli utenti è data la responsabilità di selezionare i contenuti senza alcuna intermediazione delle autorità che possono interferire con criteri non condivisi dalla community. Di conseguenza l’algoritmo di gestione dovrebbe essere “open source” e gestito universalmente.
Per evitare la manipolazione delle informazioni e favorire l’autenticità delle fonti si potrebbe utilizzare la tecnologia blockchain che cristallizza i dati nel momento in cui vengono diffusi in rete, senza possibilità di alterazione.

Blockchain
E’
un registro digitale pubblico e sicuro, un sistema condiviso e immutabile che registra le transazioni di qualsiasi bene, materiale e immateriale e ne conserva traccia.
Le informazioni sono registrate in catene di blocchi in modo tangibile (un immobile, un terreno, una automobile, somme di denaro) o intangibile (diritto di autore, marchi, brevetti). E’ utilizzato dal mondo delle criptovalute (Bitcoin, Ethereum) per registrare transazioni sicure.

Internet Archive
Oltre al blockchain un sistema affidabile è Internet Archive, un’organizzazione che opera per una Internet libera ed aperta che sta sviluppando una biblioteca digitale universale archiviando in modo periodico e permanente tutte le risorse (siti web, video, libri, giornali …) presenti in Rete cristallizzandole.
Per raggiungere lo scopo utilizza la Wayback Machine, un software di indicizzazione dei contenuti e interfaccia web per l’estrapolazione delle informazioni presenti negli archivi dati.
Internet Archive consente, quindi, lo ● studio dell’evoluzione dei siti Web; il ● recupero di pagine e siti andati persi; la ● ricerca di prove una volta pubblicate e poi cancellate.
Per assicurare la stabilità e la sicurezza Internet Archive ha un mirror nei server della Bibliotheca Alexandrina di Alessandria d’Egitto.

Conclusioni – Questa riflessione descrive la società dell’informazione odierna, vittima del “pensiero unico”, che si sta lentamente allontanando dai principi democratici fondativi che l’hanno resa giusta e opulenta. I principi della nostra Costituzione sono diventati cosa astratta che il potere politico tende a non rispettare. Stiamo scivolando verso la “dittatura” economica del globalismo imperante dove i popoli non contano più niente. Il profitto è sovrano; i ricchi sono sempre più ricchi; i più poveri sempre più poveri; la classe media che garantiva un buon livello di vita sta degradando; i servizi che lo Stato fornisce e che dovrebbero garantire un minimo di qualità della vita a tutti sono sempre meno efficaci e definanziati …

O tempora, o mores

 

○ 20.12.2021 – Cancel culture

Cancel culture (Culture of cancellation or boycott). Indicates a complex recent phenomenon, favored by social media, which manifests itself in the attack and denigration of a public figure with the aim of damaging their reputation and silencing them. This reprehensible action derives from having expressed opinions or having committed actions that do not conform to the dominant, “politically correct” thought. It affects freedom of expression.
The recipients of the punishment can be professors who reason according to a non “binary” code; journalists who describe reality critically; non-conformist intellectuals; scholars who express concepts unwelcome to system hucksters …
The “cancel culture” is implemented in various ways: with the request not to publish or withdraw a book from the market; do not produce a film; to exclude a thinker from a televised debate or to ridicule him; to remove positions from a university professor; demoting / silencing a television reporter; isolate an unwelcome politician in a talk show by contradicting various guests who are interlocutors of the system …
The “cancel culture” initially dealt with the languages ​​to be adopted, the words to be used in the common lexicon and social behaviors in order to avoid the susceptibility of individuals or certain minorities. So despite the opposition to censorship it is practiced widely. Someone has asserted that ● The cancel culture is the digital equivalent of the medieval crowd that was looking for people to be burned at the stake in a pretext way.
In 2020, numerous intellectuals including Noam Chomsky, J.K. Rowling, Salman Rushdie, Margaret Atwood, Francis Fukuyama… published an open letter “A Letter On Justice And Open Debate” against cancel culture as a generator of ideological conformity and partisan censorship.

Damnatio memoriae
It is a method that aims to eliminate in the mass media (books, newspapers, the Internet …) references to the person “indicted” by the “cancel culture” according to the philosophy of “politically correct”, modern fundamentalist revisionism or preventive censorship. Applying today’s ethical criteria, it promotes by extension operations aimed at erasing the memory of the past, characterized by ideals and values ​​different from the current ones, such as the patriarchal culture and by extension the historical memory of humanity that made us what we are today …
From a positive phenomenon, therefore, in which minorities can react to discrimination such as racial ones, by contrasting the narrative in a democratic way, there have been degenerations, especially in the USA where the cancellation of references to classical antiquity is promoted in some universities and schools; the removal of statues of eminent personalities or monuments of historical significance that does not conform to the predominant ideology is expected; names of schools and streets dedicated to characters who have left their mark are canceled; books are “democratically” censored according to the philosophy of “Farenheit 451” up to the controversy aroused by the kiss given in the fable (Brothers Grimm / Giambattista Basile “lo cunto de li cunti”) from the Prince to Snow White (considered dead) because, although magical, it was not consensual.

Totem to be demolished or democratic censorship: examples
In Massachusetts, a school eliminated Homer’s Iliad and Odyssey from the curriculum because they are “racist and non-inclusive” works and therefore do not conform to the dogmas of liberal progressivism.
The University of Oxford, after 900 years, cancels certain authors from its classical studies programs, in particular Homer (Iliad and Odyssey) and Virgil (Aeneid) considered examples of “toxic masculinity”, to facilitate “diversity” and bridge the gap between students from different backgrounds “.
Stanford University in 1987 decided to exclude Dante, Homer, Plato, Aristotle, Shakespeare and the other greats of Western culture from the programs because those classics were “racist, sexist, reactionary”, not in step with the times.
At Columbia University a warning was attached to the reading of the Metamorphoses which indicated Ovid’s text “containing offensive and violent material that marginalizes the identities of the students in the class”.
In San Francisco, with ridiculous reasons, the names of George Washington and Abraham Lincoln were removed from the schools of the city.
The iconoclastic fury of the “cancel culture” has also turned against Christopher Columbus, no longer considered a great navigator who discovered America, but as a genocidal “exterminator of Indians” and creator of exploitative capitalism in the New World. Columbus day was also contested. Statues have been removed or vandalized as well as of Columbus by Winston Churchill, Thomas Jefferson.
A curious event occurred in the US Congress where during a prayer a deputy changed the word “Amen” to “Amen and Awoman” to respect gender neutrality.

Towards the elimination of the letter z from the Latin alphabet?
Following the Russo-Ukraine war, for market reasons, some companies, especially Zurich Insurance, are eliminating the Z from their logos so as not to be associated with Putin’s Russia. Initially the Z appeared on Russian tanks to indicate “Za pobedu” which stands for “for victory”.
Also significant is the story of Senator Vito Rosario Petrocelli, an Italian politician, elected on the 5 Star list, President of the Foreign Affairs Commission. In March 2022, he said he was against sending weapons to Kiev and increasing Italian military spending to 2% of GDP. For this position, the resignation from parliamentary office was requested by several parties.
Furthermore, on April 25, 2022, he was expelled from the party for having published a tweet containing the Russian capital Z that recalls the Russian expression “Za pobedu”.
Others think of limiting the use of the letter “P” which recalls the name Putin.
These are insane initiatives and the progressive limitation of freedom of expression in the form of self-censorship and conformity that makes civilization go back a few centuries.

#Me Too movement
It is a feminist movement born in 2017 (against the film producer Harvey Weinstein accused of harassment) as a hashtag on social media with the aim of denouncing and combating violence against women, especially in the workplace. The hashtag was shared by millions of women around the world to the extent that it generated a real liberation and awareness movement on the problem. Subsequently, several men were investigated, even decades after having committed the alleged harassment, and sentenced.
The #Me Too movement also tried to prevent dedicating the Santiago de Chile airport to the Nobel Pablo Neruda because in one of his books he described a sex scene he had with a Ceylon waitress, therefore a confessed rapist. But there was opposition because “a great artist cannot be judged by his actions, but by his works”.
Even maestro Riccardo Muti in an interview with Corriere della sera declared that he does not share the #Me Too movement and the “cancel culture”. According to Muti, the librettist poet Lorenzo Da Ponte and Mozart would end up in jail while Bach, Beethoven and Schubert considered authors of “colonial music”. Muti also contested the “rainbow” quotas in musical events because the choices must be made out of meritocracy and not for gender quotas.

Freedom of expression on the Internet
To restore freedom of thought and expression in the Internet system from the systematic attack of the “mainstream” and “cancel culture”, some well-known personalities are working to provide the tools suitable for the purpose. A real revolution is proposed, a decentralized and unfiltered Internet as it was in its beginnings before some technology companies completely dominated it.
Users are given the responsibility to select the contents without any intermediation of the authorities that can interfere with criteria not shared by the community. Consequently, the management algorithm should be “open source” and universally managed.
To avoid the manipulation of information and promote the authenticity of the sources, blockchain technology could be used, which crystallizes the data when it is disseminated online, without the possibility of alteration.

  Blockchain
It is a public and secure digital register, a shared and immutable system that records the transactions of any asset, tangible and intangible, and keeps track of them.
The information is recorded in chains of blocks in a tangible way (a property, a land, a car, sums of money) or intangible (copyrights, trademarks, patents). It is used by the world of cryptocurrencies (Bitcoin, Ethereum) to record secure transactions.

  Internet Archive
In addition to the blockchain, a reliable system is the Internet Archive, an organization that works for a free and open Internet that is developing a universal digital library by periodically and permanently archiving all the resources (websites, videos, books, newspapers …) present in Network by crystallizing them.
To achieve this, it uses the Wayback Machine, a content indexing software and web interface for extracting the information in the data archives.
Internet Archive therefore allows the ● study of the evolution of Web sites; the ● recovery of lost pages and sites; the ● search for evidence once published and then deleted.
To ensure stability and security, the Internet Archive has a mirror on the servers of the Bibliotheca Alexandrina in Alexandria, Egypt.

Conclusions – This reflection describes today’s information society, a victim of “single thinking”, which is slowly moving away from the founding democratic principles that have made it just and opulent. The principles of our Constitution have become an abstract thing that political power tends not to respect. We are sliding towards the economic “dictatorship” of prevailing globalism where peoples no longer count for anything. Profit is sovereign; the rich are getting richer; the poorest getting poorer; the middle class that guaranteed a good standard of living is degrading; the services that the State provides and which should guarantee a minimum quality of life for all are less and less effective and defined …

O tempora, o mores

○ 20.12.2021 – Cancel culture

Riferimenti


Analfabeti funzionali – Sono coloro che non riescono a comprendere il significato di ciò che leggono e credono in modo acritico a tutto ciò che gli viene proposto condividendo anche le false informazioni che poi diffondono dando origine alle cosiddette “fake news”.

Pensiero unico o mainstream – E’ una tendenza prodotta dai mass media che influenza la società odierna indirizzandola verso comportamenti uniformati e di utilità per chi la propone.
Il consenso viene acquisito con manipolazioni subdole, in parvenza democratiche, che in assenza di obblighi o coercizione, è accettata ed a nostra insaputa la società diviene totalizzante in antitesi col concetto di democrazia.
Prevale soprattutto fra gli analfabeti funzionali in cui è ridotta la capacità critica, la coscienza civile, l’agire razionale … con l’affermazione di una società omologata, conformista e consumista, predisposta ad assorbire qualsiasi cosa gli viene propinata.

Fake news’ – Corrisponde grossolanamente al termine “bufala”, indica informazioni inventate/distorte in modo plausibile, diffuse deliberatamente dai mass media e dalla Rete (social media/messaggistica) con lo scopo di disinformare l’opinione pubblica influenzandola per scopi di utilità come acquisire consenso e contrastare gli avversari per il mantenimento e lo sviluppo del sistema di potere economico-politico.
La disinformazione così provocata, in assenza di verifica delle fonti, non viene contestata dalle masse perché in linea con le aspettative dell’opinione pubblica che le accetta in modo inconsapevole favorendo il pensiero dominante.
Per riconoscerle o individuarle necessita verificare le fonti informative della notizia e la loro credibilità, va sviluppato il senso critico e imparare a distinguere i fatti dalle opinioni. Quindi controllo delle fonti; verifica dei fatti; controllo del gruppo target; controllo dell’URL in Internet.

Politically correct Orientamento ideologico e culturale che prevede l’eguaglianza totale fra i suoi membri con identici diritti e doveri ed eliminazione dei pregiudizi di genere, razziali, religiosi, etnici, di età, di orientamento sessuale …  L’obiettivo dichiarato è la necessità di evitare un linguaggio in grado di offendere qualcuno, anche senza volerlo.
Questa tendenza presuppone l’esistenza di una società liberale in cui tutto è permesso e in vari modi sanziona i trasgressori. Anche gli stereotipi non vanno utilizzati: zingaro, gay, ebreo, negro, novax … e all’occorrenza stigmatizzare i non allineati.
Tra l’altro il Politically correct è una ideologia inclusiva e prevede lo sviluppo del fenomeno delle migrazioni di massa incontrollate con relativa accoglienza e progressiva eliminazione dei confini nazionali in ciò favorito anche dal filantropismo cristiano.

Omologazione – Nelle società in cui prevale il liberismo economico i mass media concentrati in poche mani, sponsorizzati da gruppi di potere e da politici compiacenti che ne ottengono vantaggi, hanno creato un sistema di comportamenti omologati.
Messaggi simbolici (pubblicità, spettacoli televisivi, radio, televisione, smartphone, computer, modelli vip…), presenti ovunque, contribuiscono a diffondere la tendenza globalista anche nei territori più remoti che così si adeguano alle mode. Questo modello comportamentale influenza le masse destabilizzando le democrazie occidentali.  

Fonti

Alessandro Orsini cancellato da Wikipedia?  Dal Blog del Fatto quotidiano Un esempio di Cancel culture  

Il prof. Orsini fa scuola: gli hanno annullato un contratto già firmato con la Rai; negato a Livorno un teatro già concesso; cancellata la rubrica sul Messaggero; non è più il direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della Luiss …

  Anche sul Forum del Fatto quotidiano

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  29.04.2022 – milanesesempremoltoa

Argomento quanto mai attuale in questo momento! Non sono una frequentatrice dei social media e aborro gli haters di professione. Mi sono isolata da diversi anni da quel mondo, dopo averne sperimentato i loro veleni nelle prime chat all’inizio del 2000.
Ma direi che in questo periodo risento del clima insopportabile di censura dovuto alla narrazione del “pensiero unico anglofono” con la propaganda che svilisce totalmente lo scambio civile di idee e di pensiero sul discorso della guerra in corso in Ucraina.
Già il fatto che si attribuisca tale evento unicamente alle mosse scellerate di Putin a partire dal 24/2 di quest’anno, senza tener conto di quanto successo negli ultimi otto anni in zona Balcani, la dice lunga su quanto l’informazione sia frammentaria e pilotata tutta in un senso.

La narrazione che vuole i buoni solo da una parte (quando in realtà non esistono, ed equamente tutti e tre i contendenti dovrebbero spartirsi la loro parte di colpe e di responsabilità), mentre l’unico cattivone starebbe dall’altra, ha connotati puerili che sono diventati assolutamente inaccettabili.
Ma sentirsi inseriti noi stessi quando commentiamo gli articoli del FQ nelle categorie di filo-putiniani solo perché esprimiamo concetti diversi dal mainstream, sta diventando davvero irritante.
Aggiungo che in questa dicotomia che trovo spudoratamente insopportabile, lo sconcerto maggiore è dato dal riscontrare che anche a livello istituzionale si facciano liste di proscrizione solo perché appartenenti per diritto di nascita alla etnia russa, o perché si esprimono idee contrarie al pensiero unico. E che questo succeda nel mondo della cultura, dello sport, del giornalismo, nelle tivù italiane ecc. indifferentemente anche per artisti, sportivi, giornalisti, esperti militari, opinionisti, costituzionalisti ecc. a mio modo di vedere, la dice lunga sul grado asfissiante di propaganda raggiunto, e sul limite che ogni giorno restringe sempre di più il nostro diritto sacrosanto di libertà di parola e di opinione, sancito anche dall’articolo 21 della nostra Carta Costituzionale!

C’è di che preoccuparsi che stia nascendo una dittatura in Europa, o è solo una fase ambigua spinta da pochi soggetti che si esaurirá in breve periodo?

 

 

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