⚖️ Crepuscolo del capitale?


Ormai è declinato in tutti gli aspetti della vita dell’uomo il fallimento dell’attuale modello economico ormai agonizzante: devastazione ambientale, concentrazione delle ricchezze del 90% della popolazione nelle mani del 5% per cento di individui del pianeta, povertà che aumenta sempre di più, distruzione dei diritti (dal lavoro alla salute in mano ai privati nel nome del profitto). Lo vediamo anche nella pandemia: fette di mondo in cui l’accesso ai vaccini è quasi nullo perchè la povertà non permette garanzie di profitto (non ce n’è mai abbastanza) a chi ha in mano la salute umana.
L’infondatezza delle basi del sostegno apodittico a questo modello è, poi, preoccupante.
Anche ai livelli più alti di discussione, il nucleo della difesa dell’impossibilità di sistemi alternativi al Capitalismo odierno verte su tre assunti:

01 – Il Capitalismo ha vinto;
02 – Il Socialismo Reale ha perso;
03 – Non c’è alternativa al Capitalismo dato che è l’unico modello esistente.

Il fatto che questo modello abbia vinto, che è un dato materiale, non implica che sia un modello ‘adeguato’ a tutte le epoche: la vittoria non presuppone la sua efficacia eterna, significa solo che esso, ad un certo punto, ha vinto. La storia, questo principio, ce lo insegna.
Allo stesso modo, l’innegabile fallimento dei sistemi cosiddetti di Socialismo Reale, ossia una delle possibili applicazioni del Marxismo, non significa automaticamente che un sistema antitetico al capitalismo sia impossibile e non si possa ideare un’altro concetto di collettività.
E qui si arriva al terzo punto: il fatto che qualcosa non esista, fortunatamente, per l’uomo non ha mai significato granché, altrimenti vivremmo ancora nelle grotte e non avremmo nemmeno inventato i primi rudimentali strumenti per la caccia (compresi denaro e Capitalismo). L’uomo ha sempre dimostrato in tutta la sua esistenza di poter creare qualcosa che non esiste.
Einstein, infatti, soleva dire: “Chi pensa che una cosa sia impossibile, perlomeno eviti di disturbare chi la sta facendo”.
Dato che non si parla di eventi naturali indipendenti dall’uomo stesso ma di sue creazioni, un nuovo modello economico-sociale si può ideare e quindi si può tranquillamente iniziare a pensarci, imparando dai passati errori.
Perché il parlare della crisi del liberismo fa tanta paura anche a chi il liberismo lo subisce con danno e si ricorre ad argomentazioni senza alcuna attendibilità materiale e storica per bloccare perfino il semplice pensiero su possibili alternative?

05.05.2022 Gianluca Pinto

A. Dürer, I quattro cavalieri dell’apocalisse: guerra, fame, morte e malattia

 16 total views,  1 views today

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *